Entertainment IPREDators
NO-IPRED2.org è il sito web nato per ospitare la protesta contro la direttiva IPRED2 che potrebbe venire approvata dal Parlamento Europeo questo 24 Aprile, senza che se ne sia parlato granché presso i media “tradizionali” (specialmente in Italia — sorpresa sorpresa). Una direttiva quantomeno controversa e fortemente voluta dalle major dell’intrattenimento, che tenta di definire più precisamente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in tema di violazione di copyright e protezione di proprietà intellettuale, temi che si applicano specialmente in contesti come la condivisione di file tramite P2P; una direttiva che apparentemente fallisce nel suo tentativo.
Originariamente impostata per infliggere punizioni più severe sui supposti “pirati”, aggiungendo pene carcerarie, chiusura di attività commerciali e salate multe pecuniarie all’insieme di pene già previsto, ha recentemente passato l’esame della Commissione JURI Europea con piccole modifiche, che principalmente distinguono tra i concetti di uso personale e commerciale: secondo molti, in modo troppo ambiguo e mal definito.
Diversi punti oscuri rimangono tuttora: la direttiva sembra contraddirsi in vari articoli, rimanendo troppo soggetta all’interpretazione; inoltre, uno dei punti fondamentali contro cui la protesta avanza è come la direttiva autorizzi le grandi aziende dell’intrattenimento ad agire in prima persona all’interno di investigazioni portate avanti da autorità pubbliche, anche in assenza di un’accusa formale, ottenendo accesso a una enorme quantità di dati personali e sensibili di privati cittadini. Questo farebbe effettivamente di quelle aziende private che sentono di aver subito un torto, di quelle stesse aziende che spingono per pene più dure in tutta Europa, un nuovo tipo di vigilante.
Questa visione distopica del futuro è quanto ha spinto il senatore Italiano Fiorello Cortiana a scrivere un’appassionata lettera aperta (che ha generato anche una petizione online) al Parlamento Europeo per chiedere che vengano specificate distinzioni chiare e precise nelle definizioni di uso personale e commerciale nel testo finale della direttiva, e che ad aziende private venga permesso di partecipare ad investigazioni pubbliche solo come consiglieri tecnici esterni.
Le grandi aziende dell’intrattenimento devono iniziare a vedere che il mercato si è già spostato su nuovi lidi, come quelli di Internet. Solo aggiornando il proprio modello di business e offrendo servizi a condizioni giuste esse potranno sopravvivere, e non mettendo paletti e recinti intorno ai diritti dei cittadini, né guadagnando ulteriori diritti esse stesse a scapito dei loro stessi clienti.
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